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Robot
Se il secolo scorso è stato quello della rivoluzione industriale, quello attuale sarà il secolo della rivoluzione robotica. Innumerevoli robot, sotto varie forme, già vengono utilizzati nel campo della medicina, dell’intrattenimento, della ricerca sottomarina, dell’industria automobilistica.

 Il Dizionario Enciclopedico delle Grandi Opere Garzanti, alla voce “Robot” recita: “Macchina automatica capace di svolgere , con opportuni comandi,alcune funzioni o attività proprie dell’uomo”, e sostiene che l’etimologia deriva dal nome proprio ceco “robot”a sua volta derivante da “robota” attribuito dal drammaturgo K.Capec agli operai che lavoravano in un suo dramma. Questo termine ha pian piano sostituito quello, pure noto, di “automa”. In effetti esistono due mondi : quello dei robot antropomorfi, che si ispirano al sogno di macchine intelligenti simili all’uomo, e quello dell’automazione, in cui le macchine utensili sono protagoniste come evoluzione delle catene di montaggio industriali.

Robot Asimo
La robotica è una scienza nuova, ancora priva di confini consolidati, che sperimenta e ricerca in varie direzioni, ma che ha ad oggi un grande mercato, se si pensa che nel 2004 vi erano già 975.000 robots sparsi su tutto il pianeta, e se si riflette sulle previsioni, che, pur vedendo sempre gli Stati Uniti all’avanguardia,proiettano, dato l’elevatissimo impegno dei Paesi asiatici e del Giappone in particolare, al 2020 il superamento in quest’ultimo Paese degli investimenti sulla Robotica rispetto a quelli sull’Automobile.
La robotica è in realtà, per affrontare subito un tema essenziale, una Scienza complessa, che è nata dall’interagire di tante discipline scientifiche ed umanistiche: Meccanica,Automazione,Elettronica, Informatica, Telematica, Cibernetica, Intelligenza artificiale, attingendo contributi da Fisica e matematica,Logica e linguistica,Neuroscienze e psicologia,Biologia e fisiologia,Antropologia e filosofia,Arte e Design Industriale, ed altre.
Facciamo un passo indietro: ricordate il geniale scrittore di fantascienza Isaac Asimov, che creò la “Trilogia della Fondazione” ed “Io Robot”? Ebbene, egli aveva già intuito la necessità delle “tre leggi della robotica” che avrebbero impedito a qualsiasi “macchina” di recare danno agli umani:
1.  Un robot non può nuocere ad un uomo o permettere che, a causa della sua inattività, gli venga fatto del male
2.  Un robot deve obbedire agli ordini impartiti da un umano eccetto che quando entrino in contrasto con la prima legge
3.  Un robot deve proteggere la propria esistenza, eccetto quando la sua continuazione dovesse entrare in conflitto con le prime due.
Non a caso nel gennaio 2004 a S.Remo, nella storica villa che fu di Alfred Nobel, ricercatori di roboetica, scienziati, filosofi,giuristi,sociologi, antropologi e moralisti provenienti da tutto il mondo hanno discusso se i robot possono o non possono arrecare danno all’uomo.
Si è trattato del primo simposio internazionale di Roboetica, organizzato dalla Scuola di robotica di Genova ed aperto dal suo Presidente Gianmarco Veruggio ( www.scuoladirobotica.it ), con lo scopo di discutere le prime linee guida per una gestione etica e non dannosa del rapporto uomo – automi.( www.roboethic.org ).
L’uomo, fin dai tempi più antichi, non possedeva fonti di energia in grado di muovere le macchine,ed immaginò la macchina più complessa esistente: un’imitazione dell’essere umano. Nella mitologia greca testi antichi narrano di specie di automi meccanici che facevano la guardia al labirinto costruito da Dedalo. Ma cominciamo ad avvicinarci ai veri Robot attuali, ed a capire perché e quanto sia importante per i giovani cominciare ad occuparsi di Robotica. Quest’ ultima è innanzitutto una scienza di macchine intelligenti.Molti hanno sentito parlare di Robot o li hanno visti nei film,ma data la scarsa informazione e divulgazione reale, la conoscenza dei veri robot attuali è limitata. L’uomo ha sempre costruito macchine per accrescere la propria potenza e diminuire la fatica. Questa attività è diventata una delle chiavi del progresso economico e della rivoluzione industriale. Gli scienziati robotici dovranno tentare di comprendere potenzialità e limiti di queste macchine intelligenti in rapporto agli esseri biologici. Nel ventunesimo secolo l’umanità si troverà a convivere con la prima intelligenza “aliena” della propria storia, i robot,con tutti i conseguenti problemi etici e sociali. (Da “Introduzione alla robotica “ della Scuola di Robotica).
Cos’è dunque un Robot? E’ una macchina intelligente, che sostituisce l’uomo nell’esecuzione di compiti difficili, faticosi, pericolosi, sgradevoli, impossibili,  ma è anche una macchina che può essere utilizzata per intrattenimento ed interlocuzione. E’ una macchina “in sviluppo”.
Spesso si immagina il robot come replica esatta dell’essere umano, androidi come quelli del film Blade Runner.In realtà l’ingegneria attuale tende a progettare macchine dedicate allo scopo, le cui fattezze derivano dalle funzioni specifiche cui sono dedicate. In pratica, non vi sono vere e proprie fattezze umane, ma strumenti-macchine dotate di intelligenza, come i robot industriali, i robot mobili, i veicoli senza pilota a bordo,robot per sminamento, robot pompieri, robot aerei, robot sottomarini etc.
La Robotica cosiddetta “antropomorfa” cerca anche di riprodurre alcune caratteristiche umane: nell’aspetto e nel movimento. Sul fatto che i robot debbano essere più o meno “umanoidi” esiste una notevole discussione: chi ritiene che le macchine debbano essere costruite esclusivamente per i loro scopi, e chi ritiene, al contrario, che la versatilità di un “umanoide” e il suo grado di accettabilità da parte dell’uomo siano maggiormente positivi. In questo campo, a partire dal 1997, periodicamente, ha luogo la manifestazione Robocup ( www.robocup.org ),il campionato del mondo dei robot calciatori,cui partecipano studenti delle università di tutto il mondo.
Le applicazioni dei Robot sono svariate. In Medicina (con progetti di valore mondiale realizzati dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) abbiamo la Robotica chirurgica e diagnostica, i simulatori chirurgici basati su realtà virtuale, la percezione o stimolazione tattile, la teleoperazione bilaterale, l’addestramento aptico, l’assistenza e la riabilitazione dei disabili, la tecnologia delle protesi.
I robot avranno un’importanza sempre più essenziale nell’esplorazione delle spazio, e sono già ora molto utilizzati in mare per ricerca,recupero relitti,difesa, protezione dell’ambiente,archeologia sottomarina e sfruttamento risorse.
In Giappone, a Robodex, una delle maggiori manifestazioni mondiali di robotica non industriale, è stato presentato Banryu, un bulldog robotico che, dotato di telecamera e sensori in grado di rilevare situazioni insolite , fumo, perdita di gas, mette in guardia i proprietari tramite il cellulare.
La Honda ha realizzato ASIMO (Advanced step in innovative mobility: http://www.androidworld.com/Asimo_spec_English.htm), un robot che lavora come “receptionist” presso alcune imprese giapponesi ed entro il 2010 potrebbe essere utilizzato negli uffici per funzioni di logistica e sorveglianza.
Sempre giapponese è “Wakamaru”, l’androide della Mitsubishi, un piccolo umanoide, alto un metro, che riconosce fino a due padroni e fino ad altre 8 persone, e distingue fino a 10.000 parole. Seppur sofisticato, il robot ha ancora dei limiti notevoli sia nel riconoscimento che nella comprensione del “linguaggio” vero e proprio. Quindi in futuro è ipotizzabile un robot comandato localmente per assistere un tecnico specializzato in attività di manutenzione, ma è ben difficile che si possa creare una macchina che parla del più e del meno con persone anziane. Sarebbe molto più utile un sistema non “rigido”, che fosse in grado di “imparare” essendo prima “tarato” sul linguaggio della persona.Il riconoscimento dei volti è pure una questione aperta ed assai complessa.
Esiste una notevole differenza tra i robot statunitensi, strumenti per centri di ricerca e per l’Università, e quelli giapponesi, con hardware molto sofisticati, che sono destinati al consumo. Il mercato giapponese dei robot è infatti orientato al consumo, e le autorità hanno spesso considerato come target l’alto numero di anziani nella società giapponese, per i quali sono in via di progettazione robot di servizio.
L’Italia è la seconda in Europa e quarta al mondo per l’uso di robot industriali.
Nel 2003 la Commissione europea ha approvato il progetto Minerva “EduRobot” (con il Coordinamento Scientifico del CNR di Genova- Scuola di Robotica) per l’introduzione sperimentale della Robotica in una rete di Istituti secondari europei come strumento didattico.
L’impiego dei robot nella didattica offre molti interessanti vantaggi dovuti alla caratteristica del mezzo:
- I robot sono oggetti reali tridimensionali che si muovono nello spazio e nel tempo, e che possono emulare il comportamento umano e animale
- – i giovani apprendono più facilmente e rapidamente avendo a che fare con queste macchine, trovandosi di fronte a problemi astratti come la programmazione di un computer
-  – la motivazione per far funzionare e controllare una macchina intelligente è molto forte.
Il Progetto si propone due finalità complementari: la prima è la scienza robotica e la costruzione di macchine; la seconda è la progettualità, con una molteplicità di partners, sparsi sul territorio della nazione, della Comunità Europea o a livello mondiale. Il tool creato per lo scambio è la piattaforma EDULIFE.
Gli obiettivi sono:
- comprensione dell’impatto della ICT e della Robotica su processi e metodi di apprendimento;
- diffusione fra gli studenti di un metodo didattico innovativo con un Laboratorio Virtuale multidisciplinare in rete;
- aggiornamento tecnologico e scientifico dei docenti:- Cooperazione tra le diverse discipline.
Nel mondo anglosassone i robot a scuola vengono impiegati sino dalle elementari,abbastanza diffusamente,con interessanti risultati, per illustrare concetti fondamentali di ingegneria, fisica elettronica, programmazione ed automazione. In particolare un notevole successo si è realizzato con i giovani delle minoranze culturali, più propensi all’apprendimento tramite i robot che a quello teorico.
Nell’aprile 2005 sarà presentato al Parlamento Europeo il VII Programma Quadro in cui la Robotica avrà grande risalto come leva di sviluppo, Questo può aprire spazi di collaborazione a livello territoriale tra Università (ricerca), Imprese (interessate all’innovazione dei processi produttivi) e Istituti Tecnici o Professionali Industriali (intesi come Poli Tecnologici).
Sitografia :
ISSIA - CNR
http://www.issia.cnr.it/
Robotlab, Gruppo Robotica del CNR-ISSIA Sezione di Genova;
http://www.robotlab.it
Polo Sant’ Anna Caldera della Scuola Superiore Sant’ Anna di Pisa
http://portale.sssup.it/sssup/jsp/section.jsp?sec_id1=528&lang=it
Polorobotica, polo della robotica presso la Regione Liguria;
http://www.polorobotica.it
Scuola di Robotica
http://www.scuoladirobotica.it/
Consorzio Verona Tecnologia.
http://www.veronatecnologia.it
Autore articolo : Prof.Mario Boninsegni mario.boninsegni1@tin.it

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