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Perché andare a Barbiana
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Perché andare a Barbiana
di Giocondo Motigiani - Itis Meucci (Fi)

Diceva Don Milani Spesso gli amici mi chiedono come faccio a fare scuola e come faccio ad averla piena. Insistono perché io scriva per loro un metodo, che io precisi i programmi, le materie, la tecnica didattica. Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come fare per fare scuola, ma solo di come bisogna essere per fare scuola.” Ed ancora: “Tutte le materie sono buone e tutti i modi di proporle sono buoni”. Per questo non occorre riconoscersi in qualche metodologia didattica per andare a Barbiana, ma basta credere nella centralità della scuola ed essere convinti che il nostro vero obiettivo è la formazione dell’individuo, della persona, del cittadino. Non  è certo più il tempo in cui occorra “spezzare la tirannia del farmacista, del comiziante e del fattore”, ma è sempre il tempo di costruire una coscienza critica, di distruggere i falsi miti proposti dai max media. Andando a Barbiana ci possiamo rendere conto che per arrivare al cuore dei giovani non occorrono grandi mezzi, ma occorre trovare il linguaggio giusto per dialogare. Non occorre , come a Barbiana, costruire gli strumenti del sapere, come i libri, i compassi etc;  oggi abbiamo tanti mezzi, informatici e non, che facilitano il lavoro dell’insegnante e degli allievi. ma tale ricchezza di strumenti potrebbe consentire al docente solo la funzione di consigliere, di timoniere un pò come  faceva Don Milani nella sua opera di scrittura collettiva. Anzi credo che i mezzi esistenti attualmente ci  possano consentire di svolgere un lavoro educativo mirato, forse anche individualizzato in modo che l’allievo si senta al centro degli interessi della istituzione. Penso che oggi sia più facile creare “l’atteso imprevisto” per determinare una evoluzione educativa della classe. Ritengo che come rete di scuole innovative dobbiamo prendere spunto dall’opera di Don Milani nel senso che dobbiamo calarci nella realtà dei nostri allievi, far emergere il loro io e le loro aspirazioni, far loro sentire la scuola come luogo di libera espressione e non solo di severo giudizio. Questo può essere fatto in ogni materia, perché si pensa e si ragiona in qualsiasi disciplina. Ed è questo l’obiettivo principe di qualsiasi scuola, indipendentemente dall’indirizzo. Come dice Don Milani ogni disciplina ed ogni metodo vanno bene per arrivare nelle menti degli allievi purché noi siamo disposti a metterci in discussione con loro ed ad adattare le nostre conoscenze ed il nostro atteggiamento alla personalità che ogni volta ci sta di fronte. Infatti, come era solito affermare il priore “ nessuno è negato allo studio”, neanche gli emarginati ed i diversi perché anch’essi devono diventare cittadini nella pienezza dei loro diritti, affinché si possa un giorno realizzare una vera società veramente democratica basata su leggi giuste che rispettino la dignità di ogni persona. Ed entrando nella canonica di Barbiana si comprende che anche con poco, quasi con niente, ogni docente, nel suo piccolo, può fare tanto. Basta crederci.

 

Prof. Giocondo Montigiani

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