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Firmata Convenzione ARI - MIUR
L'obiettivo è lo sviluppo della radioamatorialità e della cultura radiantistica nella scuola

Mercoledi' 15 febbraio 2006 presso la sede del Ministero per l' Istruzione, dell' Università e della Ricerca (MIUR), il presidente dell' Associazione Radioamatori Italiani (ARI), avv. Luigi Belvederi (I4AWX), e il Direttore Generale per i Sistemi Informativi del MIUR, Ing. Alessandro Musumeci, hanno firmato la convenzione ARI-MIUR per lo sviluppo delle comunicazioni radio nelle scuole.

La Convenzione mira a creare le condizioni per uno sviluppo congiunto di iniziative per la promozione della radioamatorialità nella scuola, delle tecnologie analogiche e digitali di comunicazione via etere e delle reti telematiche a supporto della didattica e della progettualità educativa degli istituti scolastici.

Il MIUR, in particolar modo la Direzione Generale dei Sistemi Informativi, è impegnata da tempo nello sviluppo di progetti e iniziative finalizzate all’educazione nel campo delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e al loro utilizzo nella didattica. Per questo ha accolto favorevolmente l'opportunità di stringere un'intesa con una realtà importante del panorama della comunicazione italiana come l'Associazione Radioamatori Italiani. L’A.R.I, fondata nel 1927 e costituita come Ente Morale dal 1950 con Decreto Presidente della Repubblica Luigi Einaudi (DPR 10.01.1950 n. 368 - G.U. 27.06.1950 N.145), riunisce per finalità scientifiche e culturali, senza fine di lucro, la maggioranza dei radioamatori italiani, che in italia sono decine di migliaia.

Quello della comunicazione tra radioamatori rimanda ad un idea romantica di interazione fondata su un tipo di tecnologia che potrebbe essere considerata datata e poco innovativa. Ma non è affatto così.

Innanzitutto la tecnologia su cui poggia la trasmissione e la ricezione dei messaggi attraverso le frequenze radioamatoriali è in continua evoluzione e alla ricerca di dispositivi sempre più facili da gestire e soprattutto utilizzabili ovunque.

Ma la particolarità che rende innovativo l’utilizzo del mezzo sta nello spirito stesso della comunicazione radioamatoriale e negli scopi che spesso si prefiggono i suoi utenti. I radioamatori comunicano per la passione di comunicare e di farlo in una rete di contatti che unisce un universo eterogeneo di comunicatori. Sono decine di migliaia i radioamatori oggi in Italia, senza contare i contatti potenziali con quelli degli altri paesi. È difficile tracciare un profilo socio-culturale del radioamatore: radioamatore può essere chiunque. Inoltre l’utilizzo della radio da parte di questi utenti spesso si trasforma in contributo alla sicurezza e in vero e proprio servizio sociale per il contenimento degli stati di emergenza. Ad esempio, i radioamatori spesso svolgono un ruolo determinante nell’ambito della protezione civile, nella gestione delle emergenze e della tutela dell'ambiente. Senza contare il contributo che l’utilizzo della radio ha dato per la formazione: questo tipo di comunicazione via radio ha segnato le origini del fare didattica a distanza, dunque delle stesse strategie e-learning. In australia, prima dell’avvento di Internet, si usavano le frequenze radioamatoriali per fare lezione a distanza.

Senza contare l’emergente utilizzo della frequenza radioamatoriale per applicazioni in campo scientifico; è il caso, ad esempio, della radioastronomia nello studio dei corpi celesti. Non solo. Attraverso le frequenze radioamatoriali è possibile addirittura dialogare con lo spazio. Lo scorso anno, ad esempio, il nostro astronauta Roberto Vittori, anch'egli radioamatore, dalla stazione spaziale internazionale stabilì un collegamento su queste frequenze con una scuola di Casale Monferrato.

Questo solo per dire degli interessanti sviluppi che le applicazioni radioamatoriali potranno avere anche nel campo dell’orientamento alla formazione scientifica dei giovani, attualmente avvertita come problematica nel nostro Paese. Senza contare che la comunicazione radioamatoriale possiede, in termini di applicazione tecnologica, enormi potenzialità soprattutto alla luce dei progressi nel settore della connettività telematica via radio, basti pensare agi scenari di sviluppo di tecnologie come Wi-Max, delle piattaforme via satellite e digitale terrestre.

L’impiego amatoriale della radio si inserisce, dunque, nel solco di un significativo cambiamento  che porrà il problema di rispondere a tutta una serie di nuove istanze formative. In questo senso la Convenzione rappresenta un primo passo, compiuto sia nella direzione del recupero del valore culturale dell’esperienza dei radioamatori e del loro contributo nell’ambito dell’educazione alla convivenza civile, alla sicurezza, alla tutela della persona e dell’ambiente, sia della messa a punto di proposte educative che mirano a dare regole, informazioni, conoscenze e competenze per un futuro sempre più senza fili.

 

Cosa si ripropongono MIUR ed ARI

Nell'ambito della convenzione stipulata tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Associazione Radioamatori Italiani (A.R.I.), con particolare riferimento all’ art. 3 della stessa, ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si impegnano, nell’arco di vigenza della stessa e senza oneri per il Ministero, a:

 

  • promuovere iniziative di sensibilizzazione, e formazione rivolte a studenti e insegnanti sulla radioamatorialità, sulla qualità  e possibilità della comunicazioni via radio, mirate a favorire  la  cittadinanza attiva, nazionale ed europea, e i rapporti tra scuola e territorio;

 

  • favorire la sperimentazione e  l’impiego di nuove  tecnologie per le  radiocomunicazioni al fine di  incentivare  l’ apprendimento e la  diffusione delle conoscenze tecniche e scientifiche  correlate con i settori delle  telecomunicazioni .

 

  • sviluppare le  capacità comunicative  e relazionali degli studenti tramite l’ utilizzo dei media orientati al trasferimento delle informazioni  senza fili .

 

  • sviluppare i processi di apprendimento cooperativo fra gli studenti di istituzioni scolastiche appartenenti ad aree geografiche diverse anche tramite l’utilizzo delle comunicazioni, in fonia e  digitali, via radio.

 

  • avviare percorsi di formazione, aggiornamento e occasioni di incontro per gli insegnanti sugli stessi temi;

 

  • sviluppare attività di ricerca, sperimentazione e formazione come sostegno all'autonomia scolastica in merito alla progettazione partecipata dell'offerta formativa nel rapporto tra scuola e territorio;

 

  • elaborare moduli tematici, volti ad integrare conoscenze formali e apprendimenti non formali, al fine di ampliare i piani di studio previsti dall’offerta formativa esistente

 

  • elaborare, scambiare, condividere esperienze  e materiali  destinati all’innovazione curriculare e interdisciplinare dei  percorsi didattici.

 

  • elaborare, tramite la diffusione delle tecnologie per le radiocomunicazioni, nuove  strategie mirate al potenziamento dell’ orientamento degli studenti  verso i percorsi universitari  ad indirizzo scientifico e tecnologico, l’ integrazione con la formazione professionale, il contenimento dell’ abbandono scolastico, le azioni di coinvolgimento degli studenti  diversamente abili.

 

  • sensibilizzare i giovani verso scelte di volontariato (protezione civile – R.E. Radiocomunicazioni di Emergenza).
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