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nome istituto I.T.I.S. "G. Vallauri"
tipo istituto Ist. Tec. industriale
provincia ROMA
regione Lazio
titolo Educare alla Legalità
destinatario Istituti scolastici
tipologia
collaborativo
obiettivi L'educazione alla legalità, come presupposto etico e culturale di una contrapposizione decisa a tutti i fenomeni di criminalità.
discipline Lettere, Storia, Geografia
tematiche Formazione, informazione
descrizione Ben sanno i docenti delle scuole superiori come sia difficile dare risposte convincenti agli interrogativi dei nostri alunni, che colgono la stridente contraddizione tra i comportamenti quotidiani dei cittadini e l'insegnamento loro impartito nelle aule dei principi di onestà, giustizia, uguaglianza, solidarietà e legalità. Alcuni insegnanti di Lettere dell'ITIS " Vallauri" di Velletri, riflettendo su questa contraddizione, percepita con evidente disagio morale dagli alunni, hanno deciso di impegnare le loro risorse nella realizzazione di un progetto di "Educazione alla legalità", come presupposto etico e culturale di una contrapposizione decisa a tutti i fenomeni di criminalità. È questo il motivo per cui sin dall'a.s. 2003/2004, lavoriamo con le nostre classi a dei percorsi didattico-culturali che abbiano come fine ultimo, come diceva il giudice Antonino Caponnetto, di indirizzare i giovani al culto della legalità e della solidarietà. Rafforzati, inoltre, nella nostra motivazione dalle stesse indicazioni del Ministero, secondo cui la lotta alla mafia e alle altre forme di criminalità organizzata costituisce un'occasione decisiva per la difesa dalle istituzioni democratiche e per la creazione di una condizione di vita equa e paritaria per tutti i cittadini. Era necessario a questo punto, individuare e selezionare il materiale e gli strumenti di lavoro di cui servirsi in modo organico nel percorso di istruzione sul fenomeno mafioso. A tal riguardo la letteratura, i giornali, il cinema, ma specialmente le testimonianze di uomini e donne veri, vittime di vicende di mafia , rappresentano una fonte inesauribile da cui attingere a piene mani per soddisfare quel desiderio, quasi un'ansia di conoscenza, che si percepisce nei giovani coinvolti in queste attività. In particolare gli incontri con gli scrittori e i protagonisti di storie realmente accadute, coinvolgenti sul piano umano, morale e psicologico, esaltano la determinazione di contrastare il fenomeno mafioso già nelle aule scolastiche. Gli studenti vengono aiutati a diventare donne e uomini veri, forti nella volontà, determinati nei loro compiti, capaci di guardare al mondo, pur con tutte le sue piaghe, con serenità, con coraggio, con ottimismo. Quell'ottimismo di cui scriveva Paolo Borsellino nella lettera-testamento, indirizzata agli studenti di un Liceo di Padova, scritta all'alba di quel tragico 19 luglio 1992. Infatti egli esprimeva ottimismo: "Perché vedo che verso la criminalità mafiosa, i giovani siciliani e non, fanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant'anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuto". Ecco perché Antonino Caponnetto affermava "io ripeto sempre ai giovani che abbiano il dovere di essere ottimisti come lo era Paolo Borsellino a poche ore dalla morte". Con la nostra iniziativa vogliamo contribuire a diffondere la conoscenza della criminalità organizzata e dall'altro a far penetrare nelle menti e nei cuori dei docenti e degli studenti la convinzione che attraverso l'impegno forte e unitario il Paese riuscirà a rendersi libero da quei poteri e da ogni condizionamento mafioso.
lingue Italiano
stato
referente Michele Vallone
mail referente michele.vallone@istruzione.it
link al progetto
file EducLeg.doc
 
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